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Zone climatiche dell' Abetone

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ilchiuso:
Aspettando la neve e sognando grandi uscite sul nostro bellissimo Appennino, leggendo varie guide escursionistiche vengono sempre descritte alcune zone diverse che hanno caratteristiche morfologiche e climatiche diverse (spero di non sbagliare riassumendole così):
1-Cima Tauffi/Corno Alle scale
2-Cimone/Lagoni/Libro Aperto
3-Monte gomito/VDL/Sestaione
4-Giovo/Rondinaio


Mi appello alle conoscenze degli utenti del forum per riuscire a ricostruire una descrizione dell' ambiente  climatico delle varie zone,
grazie...

Balena:
ti darei volentieri una mano ma mi pare una cosa un pò complessa che va a sensazione ...
ovvero io ti direi che ritengo la zona del Sestaione particolarmente fredda rispetto all'Abetone , un microclima particolare ( che giustifica l'abete rosso ) idem la conca morenica del Rondinaio con i laghi ...

però non essendoci delle stazioni meteo storiche in zona a parte quella del Monte Cimone non abbiamo dati statistici che ci supportano.

ilchiuso:

--- Citazione da: Balena - Novembre 16, 2016, 05:55:19 pm ---ti darei volentieri una mano ma mi pare una cosa un pò complessa che va a sensazione ...
ovvero io ti direi che ritengo la zona del Sestaione particolarmente fredda rispetto all'Abetone , un microclima particolare ( che giustifica l'abete rosso ) idem la conca morenica del Rondinaio con i laghi ...

però non essendoci delle stazioni meteo storiche in zona a parte quella del Monte Cimone non abbiamo dati statistici che ci supportano.

--- Termina citazione ---
Grazie,
ma la val di luce che mi sembra sia  esposta a nord non è altrettanto fredda?

Olandese:

--- Citazione da: ilchiuso - Novembre 17, 2016, 07:11:59 pm ---Grazie,
ma la val di luce che mi sembra sia  esposta a nord non è altrettanto fredda?

--- Termina citazione ---

anche, pero` l'ultimo nevaio (parliamo di nevaio e non ghiacciaio) che qualche volte resisteva persino nel periodo estivo era sotto la Foce del Campolino, versante Sestaione

quando ero piccolo mi ricordo ancora questo particolare, con quel piccolo nevaio, non molto distante dai resti (tolti da anni) di un vecchio impianto che arrivava sul piano tra le conche della Foce e Alpe Tre Potenze..
qualcuno ha qualche dato che confermino la mia memoria ?

marabu:

--- Citazione da: Balena - Novembre 16, 2016, 05:55:19 pm ---ti darei volentieri una mano ma mi pare una cosa un pò complessa che va a sensazione ...
ovvero io ti direi che ritengo la zona del Sestaione particolarmente fredda rispetto all'Abetone , un microclima particolare ( che giustifica l'abete rosso ) idem la conca morenica del Rondinaio con i laghi ...

però non essendoci delle stazioni meteo storiche in zona a parte quella del Monte Cimone non abbiamo dati statistici che ci supportano.

--- Termina citazione ---

ma secondo me sono mezze balle...; forse il fondovalle del Sestaione zona orto botanico, rimane leggermente più freddo in pieno inverno (ma allora m verrebbe da dire anche la val Buia, ovvero valle delle Motte sotto l'ovovia), ma in linea di massima, in Appennino, non essendoci vallata profonde e lunghe, non ci sono particolari differenze.

Ovviamente se rendi ad esempio il Veneto, le differenze climatiche sono enormi, tra i monti Lessini (privi di vallate in quota) e le dolomiti, in cui ti puoi trovare a 1.200 sotto il versante nord di montagne di 3.000 metri; guardando alcuni bollettino meteo invernali tempo fa, risultano quote neve differenti anche di 500-600 metri, causa sacche d'aria fredda, inversioni termiche durature, ed ostacolo a scirocco, sulle Dolomiti.

Per quanto riguarda l'abete rosso, è una cacchiata totale; ho studiato la cosa, documentandomi, e sentendo anche un esperto botanico, e  sono arrivato alla conclusione certa, che la sua presenza sia dovuta esclusivamente a motivazioni casuali, ovviamente in un contesto di alta quota. Non c'è alcuna motivazione climatica nè tantomeno morfologica (come stupidamente alcune spiegazioni offrono su internet) che giustifichi la presenza dell'abete rosso autoctono al Campolino  e non su altre zone, ben più adatte all'abete rosso (Prado-Cusna, M. Giovo, anche M. Cimone).

Semplicemente, oltre 10.000 anni fa, un gruppo di abeti rossi (che non si sono mai adattati in tutto l'appennino post glaciale), riuscì a resistere in una nicchia di 1 Kmq poco più, adattandosi al clima della zona (assolutamente ventoso e mite, anche più di altre zone), abbarbicandosi lassù, tendenzialmente oltre i 1.600 metri., forse anche costituendo una prima variante genetica, che potrebbe anche dare luogo, in millenni, al rango di sottospecie dell'abete rosso (1 sola specie in Europa, mente con l'abete bianco ce ne sono 4-5)

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