Autore Topic: Informazioni su alcuni tagli nei boschi  (Letto 15307 volte)

bracco

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #30 il: Maggio 28, 2007, 09:27:25 am »
gentili forestali di professione

approfitto della vs competenza e professionalità x scroccarvi una serie di risposte

mio zio è proprietario di alcuni boschi crinale appenninico tra l'acqua / fossato (la valle che scende dall'acquerino) e gavigno (val bisenzio). sono in basso castagni ex da frutto (nel senso che 100 anni fa raccoglievano le castagne x vivere ora è tutto abbandonato) e in alto faggio. da quello che so io la zona non è parco naturale o simile (il confine della riserva dell'acquerino è molto più a monte). l'accessibilità con mezzi tipo ruspe e simili è possibile ma abbastanza disagevole. i terreni in alcuni zone sono abbastanza pendenti. da quello che ne sa lui negli ultimi 40 anni i boschi non sono mai stati tagliati

mio zio è impiegato a firenze e non si è mai interessato al bosco, in questi giorni mi chiedeva:

1-in toscana (mi immagino, visto che la forestale ora è regionale, che ogni regione faccia per se) esiste l'obbligo da parte del proprietario di un bosco di tagliarlo / controllarlo? lui in 40 anni non ha mai ricevuto multe / solliciti o simili

2-qualora volesse procedere al taglio come dovrebbe fare? mi spiego mi immagino che per il taglio si dovrà rivolgere ad una ditta specializzata (che in pratica gli compra il bosco in piedi) ma per i permessi? come funziona? è la ditta che va fare la domanda al professionista oppure il proprietario? esistono minimi o massimi (un tizio gli ha detto che sotto i 5 ettari non conviene sopra i 100 ci vogliono più permessi o gestione integrata)?

3-dubbi finanziari: come funziona dal punto di vista meramente di soldi? la ditta che compra la legna in piedi paga prima di tagliare o dopo? ripeto mio zio è un privato non un ditta agricola. lui era molto dubbioso e diceva che forse era meglio vendere i boschi ma poi gli hanno detto che per un ettaro di castagneto pagano dai 700 ai 1200 euro (dipende da età - pendenza del terreno) qualcosa di più per il faggio - a lui sembravano pochi e allora gli hanno consigliato prima di vendere il bosco in piedi e poi il solo terreno. 

insomma se mi date qualche dritta vi ringrazio







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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #31 il: Maggio 28, 2007, 09:41:09 am »
Parliamo ora di quanto accaduto durante il taglio del bosco necessario per la nuova seggiovia delle Regine...  :P

Non posso risponderti per deontologia professionale.

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #32 il: Maggio 28, 2007, 09:48:23 am »
allora,con ordine:

1)riguardo all'usare provenienze locali..(correggimi se sbaglio,anzitutto :-\)hai spiegato che l'abetone "è un bosco da seme"(sinonimo di riserva biogenetica).visto che a suo tempo definii l'ecosistema dell'abetone "assolutamente impoverito" e lui manifestò il suo rimprovero attraverso di te,cercherò di scusarmi con esso sottolineando che cosa significa bosco da seme:si tratta di popolamenti arborei che per purezza e pregio genetico godono di uno specifico regime di tutela atto a preservare queste caratteristiche.
una delle prescrizioni è appunto l'uso di provenienze locali nel rimboschimento.
esiste un registro che cataloga i vari boschi da seme e i relativi patrimoni genetici:è ovvio che(anche se di "boschi da seme" ce ne sono molti,in italia) esservi inclusi è un ulteriore motivo di pregio per il NOSTRO amato bosco.


2)come sai io non ho molta esperienza sul campo..alternative al rovo(a parte surrogati come la rosa canina)?

--------------------------------------------------------------------

..visto che mi faccio circuire così facilmente,io vi confesso che davvero non vedo l'ora di rispondere a qualsiasi domanda di genere botanico-forestale(che mi sia accessibile nella mia profonda ignoranza,ovviamente).domande generali,domande specifiche:avanti,siore e siori :D..

..però ho una domanda:

che cosa è successo nel caso che dici,firenze(sempre vieppiù) regna?

i vecchi forestali non proteggevano l'abete. al massimo lasciavano qualche ramaglia come pacciamatura attorno alla buca.adesso si può favorire il rovo nella parte esterna del rimboschimento a difesa dai caprioli...ma il problema non sussiste, i rimboschimenti sono sempre meno....tutti aspettano il Piano di SViluppo Rurale...

Non posso rispondere alle questioni sulla seggiovia delle regine per motivi professionali...Molta gente del forum sa come mi chiamo e non mi sembra corretto parlare di cose relative ad una società che mi ha dato da lavorare e per la quale sono ancora consulente.. Comunque l'impianto è stato fatto e vi garantisco che non ci sono stati problemi.




Firenze_regna

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #33 il: Maggio 28, 2007, 03:40:27 pm »
Non posso risponderti per deontologia professionale.
;)

Offline il_bieco_ambientalista

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #34 il: Maggio 28, 2007, 06:29:53 pm »
gentili forestali di professione

approfitto della vs competenza e professionalità x scroccarvi una serie di risposte



..pigli per il culo :D?comunque sono felice di risponderti,anche perchè ti dò sempre contro quando scrivi e per una volta voglio esserti utile ;).però, a parte che devo ancora laurearmi,non potrò scendere molto sul tecnico perchè..non sono in grado(non è neanche la mia specializzazione)..foresto potrà certamente esserti più d'aiuto.comunque:


mio zio è proprietario di alcuni boschi crinale appenninico tra l'acqua / fossato (la valle che scende dall'acquerino) e gavigno (val bisenzio). sono in basso castagni ex da frutto (nel senso che 100 anni fa raccoglievano le castagne x vivere ora è tutto abbandonato) e in alto faggio. da quello che so io la zona non è parco naturale o simile (il confine della riserva dell'acquerino è molto più a monte). l'accessibilità con mezzi tipo ruspe e simili è possibile ma abbastanza disagevole. i terreni in alcuni zone sono abbastanza pendenti. da quello che ne sa lui negli ultimi 40 anni i boschi non sono mai stati tagliati

mio zio è impiegato a firenze e non si è mai interessato al bosco, in questi giorni mi chiedeva:

1-in toscana (mi immagino, visto che la forestale ora è regionale, che ogni regione faccia per se) esiste l'obbligo da parte del proprietario di un bosco di tagliarlo / controllarlo? lui in 40 anni non ha mai ricevuto multe / solliciti o simili


..parto da questo:il presupposto di base è: no,nessun obbligo.lui non è responsabile di quello che succede nel bosco e può decidere di lasciarlo come vuole,a meno che:
1)esistano vincoli di protezione tipo parco/riserva(e hai scritto che non è così),possibili anche su aree private.
2)esistano vincoli di protezione idrogeologica(frane,regimazione delle acque meteoriche).comunque in questo caso tuo zio sarebbe stato avvisato.
3)esistano vincoli fito-sanitari .questo è un caso meno frequente,ma non è comunque da escludere perchè il castagno tende a soffrire di una malattia infettiva botanica molto diffusa(cancro corticale,che causa quelle screpolature nere a metà del tronco che avrai visto su molti castagni) che ha portato negli anni scorsi a generali misure di cura dei boschi da parte della regione,anche di quelli privati.

siccome il bosco non è trattato da quarant'anni,può darsi che possa essere colpito dalla malattia e sia un centro infettivo..a quel punto potrebbe darsi che venisse individuata una qualche responsabilità di tuo zio.
comunque te lo scrivo solo per scrupolo perchè se tutti i proprietari "distratti"di castagni in toscana dovessero essere multati,ci sarebbe da ridere a vedere la cifra complessiva ;),e comunque anche qui credo proprio che un avviso,un'informativa della forestale gli sarebbero arrivati.

-riguardo alle parti del tuo intervento che ho evidenziato:
a)devi vedere se è un castagneto da frutto o un ceduo di castagno:cioè se ci sono bei castagnoni ticci a distanza di 15-20 m l'uno dall'altro,o se il bosco è un'intricata serie di ceppi di tronchi più piccoli,riuniti a mazzetti di 5-6 e piuttosto vicini tra loro.
nel primo caso l'area è di pregio e vale di più(per il legno,ma anche per la possibilità-comunque remota- che il demanio la voglia acquistare.però-più probabile- potresti chiedere e ottenere dei fondi per mantenerlo com'è).
nel secondo caso se ne può trarre solo legna da ardere o paleria,e il potenziale valore economico è minore.

b)accessibilità(intesa anche come disponibilità di piste di esbosco già predisposte,magari solo da "riaprire") e pendenza sono due variabili che influiscono molto sul valore del bosco,specialmente quando si tratta di castagno/faggio che non danno un prodotto la cui vendita renda ricchi,ecco.dovresti appunto rivolgerti a qualcuno che venga con te sul posto e ti faccia una stima in loco.(chiariamo:io no :D,perchè davvero su questo non me ne intendo abbastanza)



2-qualora volesse procedere al taglio come dovrebbe fare? mi spiego mi immagino che per il taglio si dovrà rivolgere ad una ditta specializzata (che in pratica gli compra il bosco in piedi) ma per i permessi? come funziona? è la ditta che va fare la domanda al professionista oppure il proprietario? esistono minimi o massimi (un tizio gli ha detto che sotto i 5 ettari non conviene sopra i 100 ci vogliono più permessi o gestione integrata)?

3-dubbi finanziari: come funziona dal punto di vista meramente di soldi? la ditta che compra la legna in piedi paga prima di tagliare o dopo? ripeto mio zio è un privato non un ditta agricola. lui era molto dubbioso e diceva che forse era meglio vendere i boschi ma poi gli hanno detto che per un ettaro di castagneto pagano dai 700 ai 1200 euro (dipende da età - pendenza del terreno) qualcosa di più per il faggio - a lui sembravano pochi e allora gli hanno consigliato prima di vendere il bosco in piedi e poi il solo terreno. 

insomma se mi date qualche dritta vi ringrazio


2-posso solo dirti questo:credo che se ti rivolgi ad una ditta,ci pensano loro a chiedere i permessi alla forestale ecc.ti consiglio però di metterti tu stesso in contatto con la forestale e gli altri enti,in modo da poter costantemente vigilare sulla correttezza dell'operato di chi taglia il bosco,anche per evitare tu stesso(tuo zio) guai in caso di negligenze.
riguardo ai minimi/massimi,non so dirti con precisione,ma considera questo:
-il legno oggi non può renderti ricco,e ti ripeto dipende molto da che tipo di castagneto è(chiaramente un "minimo" c'è,ma dipende dalle variabili di cui sopra). inoltre,è vero che sopra una certa "quantità" aumentano controlli,burocrazia e spese,ma francamente aumenta anche il potenziale affare.poi dipende da come uno sa piazzare il legno prodotto.
3-questo davvero troppo tecnico,per me(comunque di solito la ditta paga prima).ti dico solo che non è che se vendi il bosco in piedi poi per altri quarant'anni non tagli nulla,eh?
ovviamente non viene tagliato tutto il bosco,ma solo alcune parti a rotazione.inoltre vengono lasciati degli alberi(detti matricine),che insieme ai polloni(ributti) ricostituiscono velocemente il bosco.dopo 15 anni(ma anche prima) hai altro prodotto legnoso da vendere.il problema è piazzarlo,ripeto.inoltre,il taglio può anche avvenire in altri modi che diano un prodotto in tempi accessibili,ma non voglio dilungarmi.
questo per dirti che il terreno,se lo usi bene,è un potenziale introito e non è necessario venderlo solo perchè va tagliato.inoltre comunque se il castagneto/faggeto ha quarant'anni,se è in buone condizioni del legno da vendere ce n'è.


ciao
« Ultima modifica: Maggio 28, 2007, 06:33:25 pm da il_bieco_ambientalista »
..ci mancava quella del calabrone.ma la teoria sociale del complotto è da considerarsi sostitutiva dell'idea di dio.
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bracco

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #35 il: Maggio 28, 2007, 07:00:51 pm »
caspita, bieco che mega risposta!!

grazie mille

passo le info allo zio, per quanto riguarda il castagneto come me lo ricordo io (ci sono stati vent'anni fa) era un castagneto da frutto lasciato a se per 40-50 anni quindi mi immagino ora un mix tra frutto e paline.

che io sappia in questi anni lo zio non ha mai ricevuto nessuna comunicazione dalla forestale

che con il legno non si faccia "i soldi" penso sia pacifico, proprio per questo mio zio aveva paura delle multe, già che non ci guadagna niente tanto vale non fare "casini"

per non rompervi ho anche cercato altre info su http://www.compagniadelleforeste.it/ ma è tutto troppo tecnico

grazie ancora

ricordo anche che il grande zeno era più o meno vs collega....

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #36 il: Maggio 28, 2007, 09:24:17 pm »
bravo bieco.
alcune precisazioni:
- problemi fitosanitari. non ci dovrebbero essere problemi, gli unici casi si denunce (art.500 c.p.) per focoloaio di infesatazioni di parassiti in genere sono relativi alla processionaria del pino.
- Castagneto da frutto. per legge è assimilato a bosco  ed è vietata la riconversione in ceduo. per ottenere la riconversione la domanda deve essere corredata di progetto ed ottenere l'autorizzazione paesaggistica (d.lgs 42/04) in quanto si ha una variazione permanente dello stato dei luoghi. senza aut. paesaggstica si incorre in un reato penale.naturalmente è necessaria l'autorizzazione dell'ente forestale competente.
- i permessi (dichiarazioni di taglio o autorizzazion) si richiedono agli enti competenti (Province o Comunità Montane), il cfs ha solo funzione di sorveglianza e controllo
-ci sono limitazioni ai tagli, ma solo per le fustaie (3 ha) mentre per i cedui si possono autorizzare tagli con superfici superiori ai 5 ha (autorizzazione, o autorizzazione con progetto).
- se vendi il bosco in piedi la ditta può presentare domanda agli enti con allegata la scittura privata di vendita del lotto boschivo. se c'è bisogno di un progetto dovrà essere firmato da un Agronomo o Forestale iscrito all'ordine provinciale. per chi lo paga dovrà essere deciso tra cedente ed acquirente.
- se tuo zio ha 100 ettari complimenti...ha l'obbligo di legge di un piano di gestione o di un piano dei tagli, redatto da un dr. agronomo o forestale iscritto.
- la forestale non vigila sull'esecuzione dei lavori.. sanziona!!! la vigilanza è un obbligo del proprietario anch in caso di vendita in piedi. in caso di sanzione o denuncia penale per un taglio male eseguito ci rimette anche il proprietario, che sia singolo o società o ditta..su tagli di grosse dimensioni è suggerita la direzione lavori, il d.l. vigila sulla corretta esecuzione dei lavori, facendo operazioni peventive (matellata) e regolari controlli sul cantiere con anche segnalazioni scritte agli enti preposti
-la legna non costa niente.. i prezzi correnti sono 1-2 euro/quintale per la legna da ardere (faggio quercia ed al limite castagno), ma itagliatori la vendono al commerciante a 6-7,7 euro/quintale. prima di vendere in piedi è consigliabile una stima eseguita da un dr.forestale con l'indicazione degli assortimenti ritraibili e della cifra ricavabile.  con la stima puoi avere un paragone sull'offerta che ti viene fatta dai boscaioli (in genere molto furbi).se vendi in piedi è la ditta che lo piazza con tutti i rischi del caso.

ho scritto talmente tanto che mi sembra di essere il bieco..... 

bracco

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #37 il: Maggio 29, 2007, 09:25:11 am »
Grazie anche a Foresto per la risposta

mi immagino che per ulteriori approfondimenti occorre contattare te o un tuo collega, mi sembra giusto e corretto. è il vs lavoro.

scusami ma non posso fare altro che chiederti i punti che non ho capito e che magari possono interessare a tutti

a-che cosa è una "fustaia"?

b-molto chiaro quando dici che la forestale sanziona e non vigila. quindi il proprietario del bosco che resta penalmente responsabile come fa a "dormire tranquillo"? se chiama un direttore lavori è più tranquillo? se per 2'000 euro di guadagno deve andare sul penale perchè il taglio è stato fatto male tanto vale lasciare tutto come sta....

c-non ho capito i prezzi della legna che riporti. quando dici 1-2 euro /quintale intendi la legna in piedi nel bosco? quindi i tagliatori la comprano dal proprietario a 1-2, la tagliano e la rivendano al commerciante a 6-7 euro? ho capito bene? in un ettaro di castagno a ceduo esposto a ovest a circa 500-600 mt slm non tagliato da 40 anni quanti quintali di legna ci saranno in media? circa 1000 ?

d-non ho capito bene neanche come funziona la valutazione, se ho capito bene, ottenuta l'autorizzazione al taglio, i tagliatori e il proprietario si mettono d'accordo sui quintali stimati di legna nel bosco in piedi e su quello fanno un prezzo. quindi diciamo la ditta dei tagliatori valuta il bosco la pendenza l'accessibilità la quantità di legno e fa una proposta...insomma nessuno pesa niente, è tutto basato su stime?

insomma mio zio non arriverà a 10 ettari, uno pensa che sia "tanta terra" e invece fai due conti (lo so sono fissato scusatemi) e se va bene con il taglio prende 500 euro ettaro, 5'000 euro neanche sufficienti a comprarsi un auto...poi magari sbaglio e su quei 5000 euro ci deve mettere anche le tasse e quindi sono 2'500 soli e per altri 15 anni non ritaglia, insomma non ci paga neanche lo stagionale abetone x 15 anni....

ciao e grazie a tutti ancora

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #38 il: Maggio 29, 2007, 09:44:41 am »
una fustaia, generalmente è un bosco nato da seme o derivante da rimboschimento, le piante sono "singole", non riunite in una ceppaia (cioè molti polloni-ricacci-butti-ributti che nascono dalla solita ceppa) come nel ceduo. per rendere meglio l'idea,guarda un bosco d'abete, i boschi di conifere sono solo fustaie.

quando si ha piccoli appezzamenti di terreno come tuo zio, si affidano i lavori a ditte conosciute, l'eventuale d.l. avrebbe costi alti rispetto ai ricavi. in questo caso sarebbe furbo chiedere al cfs o alle guardie della comunità montana se la ditta che hai contattato è affidabile.

un castagneto di 40 anni può avere assortimenti legnosi migliori della legna da ardere ed è probabile, se il legno è di buona qualità, che tu possa spuntare un prezzo migliore. il guadagno del proprietario è basso, ma se vi affidate a dei tecnici è possibile ottenere un aumento del prezzo medio del bosco in piedi....i boscaioli piangono miseria, ma hanno un buon margine...personalmente mi sto battendo per far guadagnare un pò di più i proprietari... un castagneto di 40 anni potrebbe avere circa 1000 q/ha andrebbe visto...

la valutazione la puoi fare su semplici stime oppure a misura...cioè devi avere una persona di fiducia che misuri la legna tagliata. questo è il lavoro di un direttore dei lavori o di un proprietario che vive vicino al luogo dei tagli.

ciauuu

Offline il_bieco_ambientalista

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #39 il: Maggio 29, 2007, 03:49:56 pm »
allora,anzitutto:

ricordo anche che il grande zeno era più o meno vs collega....

grazie.questo è un bel complimento.è valsa la pena di scrivere un po'(tanto?mah ??? ??? :D ) per leggerlo(ecco,il mio nickname non sono sicuro che.. ::) )

e poi aggiungo che trovo molto utile leggerti,foresto.io sono un tuttologo di chiara fama(ormai mi sono esaltato),ma tendo ad essere frammentario e generico.tu sei abetonese,quindi non si può certo pretendere che ttu cchiaccheri di continuo come noi cittadini,ma dai delle info che levano di 'ulo,ecco.

a-che cosa è una "fustaia"?

b-molto chiaro quando dici che la forestale sanziona e non vigila. quindi il proprietario del bosco che resta penalmente responsabile come fa a "dormire tranquillo"? se chiama un direttore lavori è più tranquillo? se per 2'000 euro di guadagno deve andare sul penale perchè il taglio è stato fatto male tanto vale lasciare tutto come sta....

d-non ho capito bene neanche come funziona la valutazione........... diciamo la ditta dei tagliatori valuta il bosco la pendenza l'accessibilità la quantità di legno e fa una proposta...insomma nessuno pesa niente, è tutto basato su stime?


aggiungo qualche info frammentaria e generica:

a)la fustaia è tendenzialmente favorita dalle politiche agro-forestali perchè è il tipo di governo del bosco che più riproduce con fedeltà le condizioni che si trovano in natura.dove la natura è libera di "esprimersi" liberamente(dove cioè ci siano condizioni favorevoli:terreno,fertilità,esposizione,pendenza e così via) il bosco tende spontaneamente allo stato di fustaia.
b)dove invece le condizioni sono difficili(es. limite superiore della vegetazione arborea) il bosco tende naturalmente a diradarsi sempre più,fino al limite altitudinale dove gli alberi si riuniscono in ceppi di pochi ributti tutti aggrovigliati(chiamati krummholtz).

questo per dire: se state salendo l'impianto della selletta o ancora più l'ovovia e il pulicchio,fate caso al fatto che in basso si viaggia tra boschi alti e maestosi,e arrivando in alto si vedono sempre più sparuti ceppi di faggi e abeti sempre più piccoli man mano che si sale.
ecco:naturalmente la zona è stra-antropizzata per ovvi motivi,ma comunque in natura sarebbe proprio così:il secondo principale tipo di governo del bosco(e cioè il governo a ceduo) riproduce proprio questo secondo tipo di condizione naturale.

b)
quando si ha piccoli appezzamenti di terreno come tuo zio, si affidano i lavori a ditte conosciute, l'eventuale d.l. avrebbe costi alti rispetto ai ricavi. in questo caso sarebbe furbo chiedere al cfs o alle guardie della comunità montana se la ditta che hai contattato è affidabile.


..ecco.a quel punto sei abbastanza tranquillo.

e infine

d)

la valutazione la puoi fare su semplici stime oppure a misura...cioè devi avere una persona di fiducia che misuri la legna tagliata.

aggiungo solo che per piccoli appezzamenti ciò è possibile.per estensioni più grandi si rendono necessarie formule dendrometriche(dendros=legno) di stima dellla quantità degli assortimenti legnosi ritraibili.
in dendrometria ci sono appositamente tabelle enormi e noiosissime da studiare ma utilissime a ciò,che servono proprio per queste stime:
ad esempio,se si parlasse di una pecceta di pregio da tagliare(magari Campolino >:D >:D ),io potrei andare a studiarmi la relativa documentazione(ormai fatta già da quel dì per tutti i principali tipi di popolamento,almeno in europa),e attraverso questo dire:
-altezza 1800
-classe di pendenza III
-esposizione nord
-grado di copertura,e così via>>>(confronto con le tabelle incrociate)>>>da un ettaro ricavo TOT(con un'approssimazione assolutamente minima,se la cosa è fatta bene)

oh,a me queste cose mi flashano.. ;)
..ci mancava quella del calabrone.ma la teoria sociale del complotto è da considerarsi sostitutiva dell'idea di dio.
(Gabriel Omar Batistuta)

«la montagna è dove finisce il pane e iniziano i necci».
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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #40 il: Maggio 29, 2007, 05:13:45 pm »
grazie ancora a tutti e due

giusto per continuare e per rendere il topic + interessante e meno personale, vi ri rompo le scatole per chiedere news sulla politica forestale nella valle lima e sestaione.

ho notato che i tagli di boschi all'abetone sono molto ridotti (se vedet foto deli anni 50 vi viene male tanto tagliavano), da quello che ho capito io tutto cio è che a monte della statale è demaniale e non lo toccano. tagliano qualcosa molto sotto la statale (prima di arrivare a cutigliano scendendo dall'abetone nella zona del dirittone x il cambio catene hanno fatto dei bei tagli), molto in basso come quota, specie verso il greto della lima e verso il fondo valle (quando la statale era chiusa tutti abbiamo visto sulla stradella alternativa i boschi abbastanza tagliati di fresco per arrivare alla lima)
sulla sponda sinistra orografica, lato melo e cutigliano, ho notato i tagli sul monte maiore e abbastanza tagli nella zona cutigliano, qualcosa anche i lazzi l'hanno tagliata sempre in basso
val del sestaione tagliano poco e anche qui solo in basso da quello ho capito. in val di luce tagliano solo x murare

nella valle del freddo e nelle valli limentra & C invece ho notato una ripresa dei tagli, alcuni anziani al bar mi hanno detto che con il petrolio più alto e i cinesi sul mercato ultimamente un po più di interesse c'è stato.

Ecco volevo così un discorso generale, non capisco perchè facciano tagliare in basso e non in alto , è perchè in basso la massa totale cresce prima (quindi diciamo gli enti statali tutelano di più le zone alte più delicate)? perchè ci sono essenze più richieste dal mercato (e quindi il tagliare in basso è una scelta del mercato, dei taglialegna)? tagliano più castagno di faggio e abete, possibile?

insomma i boschi di queste valli sono bellissimi, sono una vera goduria per noi cittadini e molti sono già tutelati da parchi e riserve. però mi immagino che per chi di legna vive sono anche un'opportuntà concreta di lavoro, quindi le due opposte esigenze vanno in qualche modo bilanciate...

 

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #41 il: Maggio 29, 2007, 05:18:00 pm »
allora,anzitutto:

grazie.questo è un bel complimento.è valsa la pena di scrivere un po'(tanto?mah ??? ??? :D ) per leggerlo(ecco,il mio nickname non sono sicuro che.. ::) )

e poi aggiungo che trovo molto utile leggerti,foresto.io sono un tuttologo di chiara fama(ormai mi sono esaltato),ma tendo ad essere frammentario e generico.tu sei abetonese,quindi non si può certo pretendere che ttu cchiaccheri di continuo come noi cittadini,ma dai delle info che levano di 'ulo,ecco.

aggiungo qualche info frammentaria e generica:

a)la fustaia è tendenzialmente favorita dalle politiche agro-forestali perchè è il tipo di governo del bosco che più riproduce con fedeltà le condizioni che si trovano in natura.dove la natura è libera di "esprimersi" liberamente(dove cioè ci siano condizioni favorevoli:terreno,fertilità,esposizione,pendenza e così via) il bosco tende spontaneamente allo stato di fustaia.
b)dove invece le condizioni sono difficili(es. limite superiore della vegetazione arborea) il bosco tende naturalmente a diradarsi sempre più,fino al limite altitudinale dove gli alberi si riuniscono in ceppi di pochi ributti tutti aggrovigliati(chiamati krummholtz).

questo per dire: se state salendo l'impianto della selletta o ancora più l'ovovia e il pulicchio,fate caso al fatto che in basso si viaggia tra boschi alti e maestosi,e arrivando in alto si vedono sempre più sparuti ceppi di faggi e abeti sempre più piccoli man mano che si sale.
ecco:naturalmente la zona è stra-antropizzata per ovvi motivi,ma comunque in natura sarebbe proprio così:il secondo principale tipo di governo del bosco(e cioè il governo a ceduo) riproduce proprio questo secondo tipo di condizione naturale.

b)
..ecco.a quel punto sei abbastanza tranquillo.

e infine

d)
aggiungo solo che per piccoli appezzamenti ciò è possibile.per estensioni più grandi si rendono necessarie formule dendrometriche(dendros=legno) di stima dellla quantità degli assortimenti legnosi ritraibili.
in dendrometria ci sono appositamente tabelle enormi e noiosissime da studiare ma utilissime a ciò,che servono proprio per queste stime:
ad esempio,se si parlasse di una pecceta di pregio da tagliare(magari Campolino >:D >:D ),io potrei andare a studiarmi la relativa documentazione(ormai fatta già da quel dì per tutti i principali tipi di popolamento,almeno in europa),e attraverso questo dire:
-altezza 1800
-classe di pendenza III
-esposizione nord
-grado di copertura,e così via>>>(confronto con le tabelle incrociate)>>>da un ettaro ricavo TOT(con un'approssimazione assolutamente minima,se la cosa è fatta bene)

oh,a me queste cose mi flashano.. ;)


non deve essere un compendio di selvicoltura!!!!!!!
Cmq se vuoi mi esprimo meglio.....

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #42 il: Maggio 29, 2007, 05:46:26 pm »
dunque,foresto,non è che sei obbligato ad usare le faccine..ma non si capisce se ti sei offeso o no.io credo di no,comunque.. ???

voglio solo integrare le tue informazioni,e anzi renderle più accessibili a tutti gli altri.qualcuno poi integra le mie,e così via.il fine è,senza nessuna presunzione,didattico.voglio che quelle cose bellissime che ho(abbiamo) studiato siano accessibili a più persone possibili.
(c'è polemica,via :D )

poi


Ecco volevo così un discorso generale, non capisco perchè facciano tagliare in basso e non in alto , è perchè in basso la massa totale cresce prima (quindi diciamo gli enti statali tutelano di più le zone alte più delicate)? perchè ci sono essenze più richieste dal mercato (e quindi il tagliare in basso è una scelta del mercato, dei taglialegna)? tagliano più castagno di faggio e abete, possibile?insomma i boschi di queste valli sono bellissimi, sono una vera goduria per noi cittadini e molti sono già tutelati da parchi e riserve. però mi immagino che per chi di legna vive sono anche un'opportuntà concreta di lavoro, quindi le due opposte esigenze vanno in qualche modo bilanciate...
 

breve breve:
1)gli enti statali tutelano tendenzialmente,sì,le zone più alte.ma non per motivi economici di minor crescita,ma perchè sono ecosistemi più delicati e dove la "naturalità" si è conservata meglio,a causa ovviamente in primis della distanza dalle città.
2)non è che tagliano più castagno che faggio e abete perchè è conveniente..è che la toscana è composta in grande prevalenza da castagneti e querceti.faggio e abeti vari occupano estensioni molto minori,per chiari motivi climatici.


3)le due opposte esigenze "vanno bilanciate"..è un'argomento su cui propongo di aprire un nuovo topic(magari partendo dalla legge 394/91 sulle riserve naturali)..se no poi lo faccio io.
qui propongo di limitarci alla botanica e ai tagli,se no ci si impasta ;).

..ci mancava quella del calabrone.ma la teoria sociale del complotto è da considerarsi sostitutiva dell'idea di dio.
(Gabriel Omar Batistuta)

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(Barack Obama)

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #43 il: Maggio 29, 2007, 06:32:55 pm »
Vorrei intrommettermi facendo una domandina semplice semplice;
Ma quando si tagliano alberi per costruire impianti sei obbligato a ripiantarli da qualche altra parte? E nel caso di tagli di alberi necessari per costruire strutture (es. Val di Luce)?
Nel mio campo (giardiniere) ci sono molti casi in cui il privato è obbligato a ripiantare un altro albero altrove o addirittura nel solito posto, in altri casi (ad esempio taglio di alberi necessario per costruzioni) sei poi obbligato ad un miglioramento ambientale della zona (ad esempio con costruzione di aiuole).

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Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #44 il: Maggio 30, 2007, 12:09:56 am »
dunque,foresto,non è che sei obbligato ad usare le faccine..ma non si capisce se ti sei offeso o no.io credo di no,comunque.. ???

voglio solo integrare le tue informazioni,e anzi renderle più accessibili a tutti gli altri.qualcuno poi integra le mie,e così via.il fine è,senza nessuna presunzione,didattico.voglio che quelle cose bellissime che ho(abbiamo) studiato siano accessibili a più persone possibili.
(c'è polemica,via :D )

Non sono offeso, ci mancherebbe..le mie risposte non vogliono essere troppo tecniche, magari in questo modo sono troppo semplicistiche.. se vuoi scrivo in maniera tecnica, ma non "accademica"....se dico delle emerite cazzate sei autorizzato a correggere, tanto poi correggo quelle che dici te..

precisazione: lo stato, almeno da noi conserva e tutela le zone più alte (Val sestaione e val di lima) perchè facevano parte delle reali possessioni granducali. Non proseguo la storia altrimenti divento come il Bieco...Cmq fino a 40 anni fa le zone che ho detto erano destinate a produrre legna o legname, nessuno pensava a tuetelarle..era una bestemmia..  non tutto il crinale appenninico è tutelato, solo per farvi un esempio, dal rifugio del montanaro fino alla foce della verginetta il crinale versante toscano è di proprietà privata ed è sprovvisto di tutela (ad esclusione dei sic che non vincolano).gli enti statali non proteggono solo le zone di alta montagna per i motivi che ha detto il Bieco, ma ci sono zone in pianura o in collina, molto vicine alle città che hanno un alto valore ecologico-paesaggistico e sono tutelate (riserva delle casse di espansione del secchia ad appena 10 km da modena oppure la riserva delle salse di nirano ad appena 5 km dall'autodromo di fiorano modenese). Lo stato o le regioni, finalmente hanno deciso di tutelare le aree di maggior pregio ecologico, anche se queste sono in città o molto vicine.

Abetoneforum

Re: Informazioni su alcuni tagli nei boschi
« Risposta #44 il: Maggio 30, 2007, 12:09:56 am »