Autore Topic: Futuro prossimo degli impianti?  (Letto 2459 volte)

Offline sama0577

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Futuro prossimo degli impianti?
« il: Gennaio 09, 2020, 12:50:05 pm »
Secondo voi che siete più esperti Federfuni può fare realmente la differenza?


Comunicato stampa

MONTAGNA ITALIA 7 GENNAIO 2020

COMUNICATO STAMPA

A CONCLUSIONE DELLE FESTIVITA’ NATALIZIE FEDERFUNI ITALIA - L’ASSOCIAZIONE CHE RAGGRUPPA I GESTORI DELLE STAZIONI SCIISTICHE DELL’APPENNINO, DELLE ISOLE E DI MOLTE STAZIONI DELLE ALPI E DELLE PREALPI - INTENDE CONTRIBUIRE AD UNA RIFLESSIONE SUL FUTURO DI PARTE DELLA MONTAGNA ITALIANA

SOS APPENNINO

Le stazioni sciistiche dell’Appennino e delle Prealpi potranno sopravvivere solo grazie ad un intervento immediato e forte da parte del Governo, del Parlamento e degli Enti locali.

Siamo di fronte al peggiore inizio di stagione invernale di sempre!
Alle spese per garantire un minimo di innevamento grazie agli impianti di produzione programmata si vanno a sommare gli scarsi incassi derivanti dalla fortunata concorrenza alpina che ha potuto godere fin da Novembre di abbondanti nevicate.
I nostri sforzi hanno in parte consentito di mitigare le ricadute negative di questa anomala situazione sulle altre categorie economiche che hanno potuto invece godere, in ogni caso, di una forte presenza turistica che ha trovato in parte risposta alle proprie aspettative grazie al nostro lavoro ed in parte grazie alle belle e tiepide giornate che hanno consentito lo svolgimento di attività complementari alle nostre, quali: passeggiate, trekking, nordic walking, gastronomia ecc.
E’ però ormai un dato assodato che il volano degli impianti di risalita è fondamentale per far si che l’intera economia montana possa continuare ad esistere e il turismo possa essere attratto da questo territorio che rappresenta il 35,2%, del totale del territorio dell’Italia; in particolare dei 10.611.208 HA di territorio montano il 53% è distribuito lungo tutto l’appennino (dati Wikipedia)
Siamo stanchi di sentire affermare e di leggere con ampio risalto anche dalla stampa più accreditata che per praticare lo sci bisogna realizzare stazioni sempre più in quota ed abbandonare le altre.
La montagna nel suo complesso e a qualsiasi altezza, dai 700 m. slm fino alle quote più alte ha bisogno del turismo invernale, vero traino economico dell’intera filiera del turismo montano!
Senza di esso la montagna muore, a poco a poco diventa una landa desolata e spopolata e la prima conseguenza di questo abbandono del territorio sarà il crearsi di veri e propri disastri idrogeologici di cui i primi che ne subiranno le conseguenze saranno i territori prossimi alle montagne stesse.
Oggi, dove la montagna è viva e popolata, grazie al turismo e principalmente al turismo bianco, non esistono tali dissesti.  In montagna si previene, con la presenza e il lavoro dei montanari e degli operatori funiviari. In altre parti del Paese, invece, generalmente si ricostruisce ciò che la natura distrugge o danneggia.
Anche grazie all’attività delle stazioni sciistiche oggi circa 15.000 persone possono trovare una risposta alle proprie esigenze economiche attraverso l’occupazione garantita dal turismo invernale ed estivo, di queste circa 2000 sono assunte direttamente dalle nostre Aziende. Si tratta di numeri importanti tenuto conto della popolazione che vive in montagna e si tratta di numeri paritetici all’incirca all’intera Galassia ILVA-Arcelor-Mittal (oltre 14.000 Dipendenti)
E l’Appennino, che corre con i propri 1.200 Km dal Colle di Cadibona all’Aspromonte, che diventano 1.400 Km se si considera anche l’Appennino Siculo, forma la colonna vertebrale dell’Italia Peninsulare.
Lasciar morire le sue comunità sarebbe un peccato mortale, ed è per questo che stamani sono partite le richieste d’incontro ai vari livelli istituzionali, dal Presidente del Consiglio, ai Ministri competenti per le materie d’interesse, alle Presidenze delle commissioni parlamentari interessate, al Presidente del gruppo parlamentari Amici della Montagna.
Incontri richiesti a gran voce per rappresentare loro le nostre istanze, consapevoli che solo un intervento a livello nazionale, coordinato con le varie realtà territoriali, possa dare una soluzione alle necessità più immediate, che non riguardano le sole aspettative economiche, ma anche legislative e regolamentari; necessita soprattutto predisporre un piano nazionale per gli Appennini e le stazioni delle Alpi sotto i 2.000 m. slm.

Offline Münchner Hell

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #1 il: Gennaio 09, 2020, 01:31:30 pm »
Se l'idea è che la montagna debba vivere sulla neve, mi pare un pretesa con ben poche speranze di riuscita. Popolazione anziana in aumento, minori risorse economiche a disposizione, cambiamenti climatici,  sono tutte voci che dicono chiaramente che lo sci si ridurrà come estensione, sugli Appennini come sulle Alpi "secondarie". Se nevica si userà quello che c'è, se non nevica bisognerà fare altro tranne in alcune stazioni che diventeranno i poli di aggregazione (e da noi non c'è nemmeno bisogno di fare i nomi: siamo già lì) per queste attività, purché si dotino delle infrastrutture (acqua, innevamento artificiale) indispensabili per garantire 60-90 giorni anche quando butta male. Per il resto, bisognerà inventarsi una montagna minore diversa. A meno di una nuova glaciazione.

Offline Bimbone

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #2 il: Gennaio 09, 2020, 02:09:06 pm »
A parlato anche di prealpi, ma questo anno gli è andata pure bene.
Quando parla di volano per l'intera economia mi piace e sono d'accordo ma non per il turismo invernale. Se si punta tutto su quello in appennino muori, ammesso che non lo sei gìà.
Cercate di promuvere e maggiormente la parte estiva, in inverno se c'è neve sappiamo cosa fare.
Portare qualche squadra di calcio importante in ritiro estivo è difficile? Una volta veniva il Cagliari nel 1964 con Riva, mentre l'anno scorso erano a Pejo.
In val di luce ci sono tre ruderi che fanno schifo, l'albergone, la casa sotto e il rifugio in cima almeno come fu annunciato a linea bianca ristrutturate quello in cima.


Offline paolino

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #3 il: Gennaio 09, 2020, 02:26:31 pm »
La montagna era molto più popolata quando lo sci non esisteva neppure.
Io capisco bene che non si può immaginare ti tornare a fare tutti i pastori o gli scalpellini, ma non mi pare che, almeno in appennino, lo sci sia mai stato una soluzione allo spopolamento o all'impoverimento. Anzi, per certi versi ha decisamente peggiorato la situazione, dando il là alla realizzazione di casermoni che hanno le persiane aperte solo pochi giorni all'anno, anche in caso di neve.

Offline codes

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #4 il: Gennaio 09, 2020, 03:47:16 pm »
Federfuni può fare realmente la differenza?


Se si considerano interventi come questo, di pochi giorni fa...



In cui, praticamente, si rinnega un reale cambiamento climatico "a la Trump", con esempi di fenomeni estremi circoscritti e (in parte) sintomo del problema.
Non saprei che risposta dare, anche a fronte di altre affermazioni del comunicato commentate da altri utenti. Sono perplesso.

Offline ImmensoAbetone

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #5 il: Gennaio 09, 2020, 04:00:31 pm »
Il comunicato sembra scritto per forma e contenuto dalla VDL.

In ogni caso in Svizzera da decenni hanno  proibito la costruzione di nuovi impianti sotto, se non erro, i 1200 m.

Sul clima anche gli esperti hanno idee non totalmente coincidenti sul perché stia cambiando, ma è ovvio che nel mediterraneo, quanto meno, la temperatura sia aumentata e continui a farlo.

poi...
https://www.severe-weather.eu/global-weather/stratospheric-polar-vortex-coldest-fa/?fbclid=IwAR2sIT9_yvOrzTguVHEVp-v4LZQ__HA-CzHF0QqD3Q5QH1V5MQov7dM7Ldw
« Ultima modifica: Gennaio 09, 2020, 04:03:10 pm da ImmensoAbetone »
"Ho buone sensazioni". "Cammineremo su laghi ghiacciati".
cit. Balena.

Offline Bimbone

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #6 il: Gennaio 09, 2020, 04:28:10 pm »
sicuro, Andrea è il presidente.
Comuque tutte le stazioncine su sono conciate male
Foppolo cambio gestione
montecampione un si sapeva se apriva
colere va ma i problemi ci sono
piani bi bobbio idem
lizzola non lo so
presolana e monte pora vanno ma li c'è percassi e l'altro che non ricordo il nome



Offline sama0577

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #7 il: Gennaio 09, 2020, 04:55:55 pm »
Se si considerano interventi come questo, di pochi giorni fa...



In cui, praticamente, si rinnega un reale cambiamento climatico "a la Trump", con esempi di fenomeni estremi circoscritti e (in parte) sintomo del problema.
Non saprei che risposta dare, anche a fronte di altre affermazioni del comunicato commentate da altri utenti. Sono perplesso.

Concordo, quando l'ho letto ho storto il naso.
Cerco di capire le perplessità degli esperti di cui parla Federico, ma negare un collegamento tra inquinamento e cambiamento climatico non mi sembra la strada corretta.
Approcciarsi a questa materia senza nessuna nozione però è complicato e faticoso.

Per quanto riguarda il comunicato stampa di Federfuni, da una prima lettura sembra tutto ragionevole e condivisibile, provando a cercare di capire meglio però ci trovo delle incongruenze.

Partendo dal presupposto che la Neve sia il Volano dell'economia montana, duro fatica a capire come può promuovere quei centri che si trovano a 700 m. slm., impianti a quelle latitudini sono impensabili e sono convinta che non ci pensano nemmeno loro. Sicuramente se la Montagna sta bene ne guadagnano tutti, ma lo vedo parecchio lontano questo ritorno.

Forse dovrebbero riflettere sul perché le nuove leve si sono adattate/spostate sul Trekking ecc. vedi "la via dei Monti", "explora Outdoor" e pure "We love Abetone".

Sul forum è stato detto che, in questo periodo pessimo, lo skilift del Gomito poteva essere un'alternativa valida. Peccato che pure lì allo stato attuale, con una passata di Gatto quanta neve rimane a terra senza innevamento artificiale? e allora mi chiedo, non è che tutto si riduce alla richiesta di nuovi finanziamenti e interventi per permettere alle società di poter rinnovare gli impianti di Innevamento e sostituire quei cannoni ormai obsoleti?
Se avete visto i servizi del TG3 di quello si parlava. Bisogna puntare sull'innevamento programmato.

Io non ci vedo niente di male sia chiaro, mi piace sciare e mi piacerebbe continuare ma siccome la montagna mi piace 365 giorni l'anno, secondo me se non pensano anche alle altre stagioni sbagliano nuovamente approccio.



« Ultima modifica: Gennaio 09, 2020, 05:05:47 pm da SAMA0577 »

Offline sama0577

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #8 il: Gennaio 09, 2020, 05:04:34 pm »
Quante sono le grandi stazioni invernali dell'appennino? Come mai mi sembra sempre più una richiesta campanilistica?
Mi sbaglio? Fatemi cambiare idea per favore...

Offline TheBughyMan

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #9 il: Gennaio 09, 2020, 05:18:46 pm »
Posso dire una cosa sola..tanto poi si parla sempre delle solite cose? Allora se tutti gli anni mi danno ipoteticamente parlandoè.... 1.000.000 di euro  e tutti gli anni li investo in un UNICO titolo in borsa, e quel titolo TUTTI gli anni piange e gli si rende 1.000.000 di euro perchè senno e scoppia.... Non è che forse è meglio mette 100.000 euro in un titolo, altri 300 in un altro e così via? Così se uno o due scendono gli altri ti tengono a galla. Ora io non sono un genio del mercato finanziario, ma basta un CAPRA per capire che come ha funzionato fino ad ora, non REGGE.

Offline Bimbone

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #10 il: Gennaio 09, 2020, 05:24:24 pm »
Non trovo chi sono gli aderenti a federfuni, mi sa che i big sono pochi o nessuni.
in valtellina solo Bormio aderisce a federfuni

Offline Bimbone

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #11 il: Gennaio 09, 2020, 05:34:57 pm »
Posso dire una cosa sola..tanto poi si parla sempre delle solite cose? Allora se tutti gli anni mi danno ipoteticamente parlandoè.... 1.000.000 di euro  e tutti gli anni li investo in un UNICO titolo in borsa, e quel titolo TUTTI gli anni piange e gli si rende 1.000.000 di euro perchè senno e scoppia.... Non è che forse è meglio mette 100.000 euro in un titolo, altri 300 in un altro e così via? Così se uno o due scendono gli altri ti tengono a galla. Ora io non sono un genio del mercato finanziario, ma basta un CAPRA per capire che come ha funzionato fino ad ora, non REGGE.
Hai pienamente ragione, in estate io sono venuto su, Andrea ci ha portato su alla selletta con il gippone bellissima iniziativa tutto ottimo. Però se l'impianto era in fuzione quel giorno o tutte le altre serate di agosto il rifugio sarebbe stato pieno.
Mi sembra che Andrea ha la marcia e lo spirito giusto ma le complicazioni sono molte. Andrea fai quel benedetto rifugio passo di annibale ha una vista straordinaria!

Un altro "quasi tutto abetonese" tempo addietro lo avrebbe ristrutturato a spese sue ma il comune non glielo permise.

Offline Super G

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #12 il: Gennaio 09, 2020, 05:36:26 pm »
A livello economico quando c'è una crisi (in questo caso crisi di neve) si ha una selezione dei "pesci piccoli".
Nell'appennino Tosco Emiliano gli unici che possono sopravvivere sono Abetone e Cimone, forse Corno alle Scale, gli altri sono morti che camminano grazie agli aiuti statali. Ma non si può dare aiuti tutti gli anni.
Anche per l'Abetone il futuro è tetro, negli ultimi anni abbiamo sciato su neve naturale solo 1 anno.
Di questo passo nei prossimi 10 anni rischiamo di perdere sicuramente la Chierroni, ma anche la Riva e la Tre Potenze :'(

Offline Super G

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #13 il: Gennaio 09, 2020, 05:38:34 pm »
Poi magari fa come il 2015 e Vine a nevicare per 1 mese di fila, ma senza la neve durante le vacanze la stagione ormai è andata, un altro anno in perdita

Offline Bimbone

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Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #14 il: Gennaio 09, 2020, 05:45:10 pm »
Poi magari fa come il 2015 e Vine a nevicare per 1 mese di fila, ma senza la neve durante le vacanze la stagione ormai è andata, un altro anno in perdita
Comunque la neve natlizia da noi non è mai stata abbondante, escluso qualche anno.

Abetoneforum

Re:Futuro prossimo degli impianti?
« Risposta #14 il: Gennaio 09, 2020, 05:45:10 pm »